Come la crisi economica danneggia la salute del cuore

Lo studio di medicina generale, attivo dagli inizi degli anni 80, offre tutti i sevirzi aggiuntivi e non obbligatori previsti dalla convenzione, come il personale di segreteria, la cartella clinica computerizzata e l’associazione con altri medici. Gli studi di questi ultimi sono dislocati in ogni zona della città, ovviamente connessi in rete tramite internet. E’ così possibile trovare molti sostituti per una più facile accessibilità.

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Come la crisi economica danneggia la salute del cuore

Ci sono le prove del perverso rapporto tra difficoltà economiche e stato di salute. Vengono da un’originale studio, coordinato da Gaetano Crepaldi dell’Istituto di Neuroscienze del Cnr di Padova e Maria Grazia Modena, presentato al Congresso della Società Italiana per la prevenzione cardiovascolare (Siprec). La ricerca mette a confronto le informazioni relative al periodo che va dal 1998 al 2002, quindi prima della crisi, con quanto emerge nel quadriennio 2008-2012. I dati che emergono non sono certo esaltanti. Detto che reddito e alta scolarità rappresentano sempre elementi discriminanti per giustificare un miglior stato di salute, ecco alcune percentuali che danno una misura dell’impatto delle difficoltà economiche sul benessere delle persone. Considerando le persone a basso tasso di scolarizzazione, nel primo periodo soffriva di diabete il 16,3 per cento dei maschi e l’11,6 per cento delle femmine. Nella fase di maggior acuzie delle difficoltà economiche, invece, si è arrivati rispettivamente al 17,7 e al 13,2 per cento. Stesso trend si è registrato per l’obesità. Ma ciò che più colpisce è che la situazione sembra ripetersi anche quando si prende in considerazione l’ipercolesterolemia: questo valore è cresciuto dal 21,4 per cento dei maschi e 28 nelle femmine fino al 40 per cento nella popolazione maschile e addirittura al 45,6 per cento nelle femmine. Ovviamente nel periodo di crisi…

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